Vitamine e integratori alimentari sono approvati anche dalla UE che dopo anni di discussione in proposito nel 2005 ha provveduto con normativa sull’approvazione e l’utilizzo di queste sostanze che potranno essere vendute liberamente senza il controllo medico.
Quello degli [1] integratori è un caso particolare: la Comunità Europea, in quanto istituzione, è stata chiamata a decidere sulla commercializzazione e sulla regolamentazione di queste sostanze non prima che venissero utilizzate, come si fa di solito, ma perché ormai molto diffuse tra la popolazione.
Il fenomeno ha assunto dimensioni sproporzionate e, a volte, pericolose: i giovani ne fanno molto uso, soprattutto quelli che fanno molta attività fisica; le donne, spesso spinte dal desiderio di curare il proprio corpo con poco sforzo e massimo risultato, sono un altro target molto sensibile per questo mercato. Gli [2] integratori non vanno demonizzati, ma l’uso che se n’è fatto è stato, in molti casi, acritico perciò ben vengano delle linee-guida che regolamentino la questione: dalle sostanze da usare alla tipologia di prodotto che può essere venduta liberamente senza la necessità di ricetta medica.
Dal documento ufficiale della Comunità Europea si evince che è stata stilata una lista che al momento include sostanzialmente [3] vitamine, sali minerali, magnesio, ferro e [4] potassio, cioè i minerali di cui il nostro corpo ha bisogno e di cui può essere necessario integrare l’apporto. Ma ne stabilisce anche le dosi e ne regolamenta la commercializzazione: questa è la vera novità. Le case produttrici dovranno attenersi ai criteri stabiliti dagli esperti per produrre le confezioni che potranno essere vendute liberamente.
Negli anni passati, infatti, la mancanza di regolamentazione ha reso possibile la commercializzazione di sostanze che in alcuni paesi erano tollerate, in altri considerate dopanti, con tutta una serie di problemi e di dubbi dei cittadini sia dal punto di vista legale che sanitario.
fonte: [5] Unione Europea