La vitamina B2 o riboflavina è stata individuata per la prima volta nel 1879 nel latte sotto forma di un pigmento giallo-verde. La riboflavina è parte integrante di due importanti enzimi coinvolti nella produzione di energia: il FMN (flavin mononucleotide) e il FAD (flavin adenin dinucleotide).
La [1] vitamina B2 è ricca nel fegato, nei reni e nel cuore. Altre valide fonti sono le mandorle, i funghi, i cereali integrali, la soia e i vegetali a foglia verde. La riboflavina viene distrutta dalla luce ma non dalla cottura e la dose giornaliera consigliata è di 1,7 mg per i maschi e di 1,3 mg per le femmine.
La riboflavina è essenziale nella produzione di energia ed è coinvolta nella rigenerazione del glutatione, uno dei principali protettori cellulari contro il danno da radicali liberi.
La riboflavina è disponibile sotto forma di [2] integratore come riboflavina semplice e riboflavina attivata (riboflavina-5-fosfato) ed i suoi impieghi principali sono nei casi di emicrania, cataratta e anemia drepanocitica.
Secondo alcuni, l’emicrania sarebbe dovuta alla riduzione della produzione di energia all’interno dei mitocondri (organuli presenti nelle cellule che producono energia) dei vasi sanguigni cerebrali. La riboflavina, perciò, che è in grado di aumentare l’efficienza energetica dei mitocondri, potrebbe avere un effetto positivo nella prevenzione di questo disturbo.