Il [1] molibdeno è un componente di diversi enzimi, tra i quali quelli coinvolti nella detossificazione dell’alcol, nella sintesi dell’acido urico e nel metabolismo dello zolfo. Una [2] dieta media assicura tra i 50 e i 500 mcg di molibdeno al giorno e le fonti più ricche sono i legumi e i cereali integrali (lenticchie, piselli, cavolfiore, lievito di birra, germe di grano, spinaci, riso integrale etc.).

Gli effetti benefici del molibdeno sono legati al suo ruolo di coenzima necessario agli enzimi xantina ossidasi, aldeide ossidasi e solfito ossidasi, coinvolti rispettivamente nella sintesi dell’acido urico, nella detossificazione dell’alcol e dei solfiti (i solfiti sono conservanti che, attraverso il controllo della crescita dei microrganismi, impediscono ài cibi di avariarsi).

Il molibdeno è disponibile in commercio sotto forma di molibdato di sodio. Come tetratiomolibdato è invece usato nel trattamento della malattia di Wilson. Il molibdeno è assorbito quasi completamente dal tratto intestinale e viene conservato se l’assunzione è moderata; quantità eccessive vengono rapidamente eliminate con le urine.



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Argomento : Molibdeno nella dieta

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