Gli integratori alimentari a base di [1] antiossidanti hanno il compito di ridurre il più possibile la presenza dei radicali liberi nel nostro organismo.

I radicali liberi sono molecole instabili prodotte dalla combustione dell’ossigeno. Per ritrovare la loro stabilità ossidano (rubano un elettrone) altre molecole, danneggiandole in modo definitivo. L’azione distruttiva dei radicali liberi è collegata a malattie come l’arteriosclerosi, il cancro, l’artrite, il morbo di Parkinson e l’Alzheimer. Riescono persino a modificare la struttura di molti enzimi e dello stesso DNA.
Il diffuso impiego di farmaci sintetici rappresenta un altro importante fattore nella formazione di radicali liberi, che devono essere contrastati da [2] vitamine [3] antiossidanti.

Il fumo, l’alcool, il caffè, i contraccettivi orali, gli antibiotici, ma anche altri farmaci quali ad esempio gli psicofarmaci, gli antiepilettici, i teofillinici e le sostanze chimiche industriali possono seriamente compromettere la capacità di assorbimento o imporre aumentate richieste di [4] antiossidanti.
Gli allenamenti particolarmente intensi e specialmente l’eccessivo consumo di ossigeno, non fanno altro che accelerare tutti questi processi.

La presenza del muscolo è generata dalla produzione dell’energia chimica da parte di un composto chiamato ATP, poichè la riserva di ATP è molto limitata, durante l’esercizio deve essere continumente rigenerata.
Il metodo principale con cui il corpo fa questo è tramite l’utilizzo delle riserve di [5] grassi e carboidrati, la cui conversione in energia avviene tramite l’ossidazione: coppie di atomi di idroggeni provenienti dai lipidi e dallo zucchero colpiscono l’ossigeno nel sangue per formare l’acqua. La riduzione tetravalente dell’ossigeno con la citocromo C ossidasi permette che il 95% del consumo di ossigeno non produca molti radicali liberi. Ma vi è una seconda traiettoria chimica con la quale il muscolo utilizza ossigeno che, anche se coinvolge solamente il 5% del nostro utilizzo di ossigeno, risulta essere poco “pulita”.
Questo significa che ogni volta che ci si allena, vengono prodotti milioni di radicali liberi: superossidi, idroperossidi e radicali idrossidi.

I radicali ottenuti agiscono come schegge, danneggiando ogni cellula muscolare con cui vanno in contatto e, il danno che causano, è la fonte maggiore del continuo dolore muscolare e della debolezza che si avvertono i giorni successivi ad un allenamento pesante.
Quando si aumenta l’allenamento lo scenario peggiora: gli atleti nei momenti clou utilizzano da 12 a 20 volte più ossigeno rispetto alla popolazione sedentaria. E’ una quantità enorme di potenziali [6] radicali liberi. Non sappiamo esattamente quanto questo utilizzo extra di ossigeno aumenti i radicali liberi.
Nel 1989 in alcune prime misurazioni dirette, il dr. Alexander Quintaniha e colleghi hanno fatto correre dei ratti su pedometro per periodi progressivamente più lunghi. In alcune settimane i ratti riuscivano a correre per 2 ore consecutive ogni giorno: correvano a 0,9 miglia all’ora (equiparabile al nostro [7] jogging).

Una volta allenati non sembravano troppo stressati dall’esercizio, ma le misuraioni mostravano un aumento eccezionale dei radicali liberi nei muscoli, durante l’esercizio e l’autopsia mostrava un grave danno muscolare.
Il puro volume di ossigeno che viene utilizzato non è la sola ragione per la quale l’allenamento sommerge i muscoli con i radicali liberi, ha un ruolo fondamentale anche un prodotto chimico vitale, il citocromo C.
La citocromo C ossidasi è l’ultima tappa nella catena che genera l’ATP, affinchè i muscoli possano continuare a lavorare. Con qualsiasi intensità di esercizio al di sotto del livello di soglia, l’attività del citocromo C può decadere del 50% o oltre.

Quando il citocromo C decade, interviene un altro elemento, il [8] coenzima Q; ma nel comportamento della rigenerazione dell’ATP, il Coenzima Q da solo potrebbe produrre radicali liberi superossidi.
Quindi sembrerebbe che il corpo umano si procuri altri danni tute le volte che si spinge a maggior resa.
Nonostante lo stress ossidativo, derivante dal coinvolgimento del coenzima Q (CoQ), l’organismo necessita di livelli molto alti di questo enzima per ottenere brillanti risultati muscolari, è noto, infatti, che atleti d’èlite mostrano concentrazioni maggiori di CoQ rispetto alla popolazione sedentaria.
Allenamenti lunghi ed intensi aumentano il CoQ muscolare. [9] Integratori [10] alimentari di CoQ possono aukmentare facilmente i livelli muscolari, aumentando il rendimento.



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Argomento : Integratori antiossidanti ed i radicali liberi

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