Terza puntata della Storia del Giro d’Italia, la più grande manifestazione nazionale per tutti gli amanti di ciclismo…
Dove eravamo rimasti? Ah sì, ad Alfonsina Strada, pioniera del [1] ciclismo femminile e prima atleta al [2] Giro d’Italia (uomini) nel 1924.
Ma negl’anni Venti un altro episodio desta scalpore. Dopo aver vinto con facilità ben 4 edizioni del Giro, [3] Alfredo Binda viene invitato – nel 1930- a rimanere a casa!! Il motivo?
Inutile aggiungerlo..manifesta superiorità riguardo agli avversari…incredibile…
Per stare a casa, gli danno 22.500 Lire, l’equivalente del premio che avrebbe vinto in caso di vittoria…e durante la corsa rosa, il varesino giro l’Europa a caccia di garette facili e di circuiti dove, colleziona vittorie e soldi!
Nel 1931 viene ufficialmente istituita la maglia rosa che richiama, come colore, quello della Gazzetta dello Sport. Il primo ad avere l’onore di indossarla è Learco Guerra, in quanto vincitore della prima tappa e..ovviamente leader della classifica generale a tempo. Siamo al 19° Giro d’Italia.
Nel 1933 viene istituita anche la classifica che premia i migliori passaggi lungo le salite, i GPM per gli addetti ai lavori. In quell’anno il dominatore dei Gran Premi della Montagna (GPM) è Alfredo Binda.
Ma per aspettare la classica maglia di color verde, dobbiamo aspettare il 1974.
Le altre classifiche…vengono istituite molto dopo la seconda guerra mondiale.
Ritorniamo quindi al 1933…quinto successo per Binda, nell’anno in cui nasce la bella carovana pubblicitaria e si improvvisano spettacoli per intrattenere il pubblico. In quell’anno nasce la prima cronometro: è che cronometro! La gara contro il tempo va da Bologna a Ferrara, per la bella distanza di 62 Km…
Mentre la prima cronoscalata nasce nel 1935….ma ne parleremo nella prossima puntata…