E’ la prima volta che parliamo di sci e iniziamo addirittura dalla gara di sci da fondo più dura al mondo…. Cosa c’è di meglio per spiegare la gara? Leggersi il diario del simpatico atleta Giorgio Bonesini e dei suoi amici.
Dopo sei mesi di contatti via internet per trovare pettorali, voli, alloggio, auto a noleggio, finalmente arriva il fatidico 28 febbraio e da Orio Al Serio, ci imbarchiamo su un volo Ryan Air gremito di italiani intenzionati a bruciare i 90 Km della piu’ massacrante gara di fondo al mondo: la mitica Vasaloppet 2007.
Sei mesi di allenamenti mortificati dalla mancanza di neve, supportati da [1] Pro Action che ci ha fornito consulenza ed [2] integratori, arriviamo a Mora dopo 2 ore e trenta di aereo e 5 ore di auto ;
Peter, il padrone di casa, ci aspetta per darci il benvenuto ma noi ci fiondiamo a letto per recuperare le energie.
Siamo in sei amici, io Bonesini Giorgio “ organizzatore” e titolare della “ famosa” Erboristeria Alveare, Lovato Severino pensionato ed atleta sotto tutti i punti di vista, Deanesi Alberto che si presenta alla gara senza mai aver sciato in alternato ( e la gara si fa con il passo alternato……), Perozeni Francesco ingegnere e teorico del gesto atletico, Paolo Sembenini ortopedico che ha bastonato tutto il gruppo con una progressione da far invidia ai professionisti, ed infine Eugenio Vecchini, alias “ Gege” ortopedico pure lui fortissimo [3] fondista ma anche triatleta ( ha partecipato all’ iron men di Basilea…) .
I tre giorni che precedono la gara sono dedicati al sopraluogo del percorso dimostratosi proficuo per la tattica in quanto ci siamo resi conto che la parte finale è impegnativa per continui saliscendi.
Paolo e Gege trascorrono il resto della giornata a sciolinare ed inventarsi nuove misture per farci andare più forte, come se ce ne fosse bisogno…….
Le serate le trascorriamo tra fornelli e sala da pranzo, cucinando cibi tipicamente italiani tranne qualche fetta di renna affumicata, e scopriamo che gli svedesi sono dei grandi bevitori di superalcolici, invincibili se sfidati ad una gara di bevute…..
Il fatidico 4 marzo ci costringe ad una levataccia per essere alla partenza in orario dato che alloggiamo a Mora ( arrivo) e la partenza si trova a 90 km in località Salen.
Quindi tutti in piedi alle 3.30, colazione, 2 ore di corriera ed alle 7.30 in griglia ad aspettare le 8.00 per la sirena che scatena la bagarre dei 14.000 partecipanti.
Nevica e la temperatura è 0 gradi con problemi di tenuta, che rientrano quando dopo 2 km un imbuto e una salita di 3 km ci costringe a tre quarti d’ora di passeggiata con continue fermate.
Paolo e Gege, partiti tra i primi 3000 per risultati ottenuti in precedenti gare, sfuggono alla morsa dei rimanenti 11.000 sfortunati inseguitori e se ne vanno finendo a medaglia dopo circa sei ore ( le agognate medaglie sono riservate a chi entra nel tempo calcolato moltiplicando x 1,5 il tempo del primo classificato).
Io e Seve ( Severino ) facciamo la gara insieme fino al km 50 lottando contro la neve calda, la fatica, le salite intasate, ma inebriati dalla bellezza del paesaggio, o di quello che siamo riusciti a vedere nella concitazione di una gara così importante, ed eccitati dalle migliaia di Svedesi sparsi lungo il percorso.
La mia colazione consiste in un te, 80 grammi di Maltodex, 6 compresse di Aminomax assunti un ora prima del via con la tensione che permette di compiere sforzi inimmaginabili.
Durante il percorso ho programmato di alimentarmi ingerendo 6 fialoidi di Thermo Stack liquid, 2 Rapid Gel e 2 Whey Pro liquid;
lungo il percorso ai rifornimenti ho cercato di bere il più possibile sali, succo di mirtillo caldo, acqua e qualche caffè.
Gli altri amici più o meno hanno usato gli stessi prodotti tranne Paolo e Gege che essendo medici e visto lo strepitoso risultato ottenuto mi riservo ( per invidia) di considerarli “naturali”: e qui mi sono giocato la loro amicizia ma bisogna sempre cercare una scusa….
Però non ho ancora svelato che loro hanno 33 e 38 anni, io e Seve 54 e 56 anni ( a buon intenditor….)
Verso il 50 mo km Severino si sente super e mi chiede di poter aumentare il ritmo, ritenendomi evidentemente una zavorra…
A malincuore accetto,( potrei oppormi?) cosi Seve mi lascia ed io da solo vado in crisi abbassando la media da 12 km/h a 8 km/h ma solo per 15 km, dopo di che trascinato dalla visione di due stupende Svedesi 10cm più alte di me che sciano divinamente, riprendo la mia media terminando in 8.36. E Seve?
Lo vedo stanco ma con un 8.08 che la dice lunga. Doccia, brodino caldo ed a casa, dove Paolo e Gege ci informano ( he! he!) che collegandosi ad internet, sono riusciti già a vedere la classifica finale ed Alberto e Francesco hanno concluso la prova rispettivamente dopo 9.58 e 10 ore ed una manciata di minuti.
Serata dedicata a raccontarci balle a non finire sul perché e percome non abbiamo fatto meglio con litigata finale dal momento che io e Seve, quali anziani del gruppo, pretendiamo le due medaglie…… ma a nulla è valsa la pur valida motivazione e il trofeo rimane ai legittimi proprietari.
Ultima cena a base di pasta , Amino Max, Protein Plus, Glutam Max, ancora renna (poverina…) verdura, tanta acqua e per festeggiare “ sbrisolona”, grappa e recioto che stende il pur forte Peter.
Il giorno seguente abbandoniamo Mora con l’intenzione di ritornarci in futuro sia per migliorare il tempo ottenuto sia per assaporare nuovamente lo spirito che questa sfida riesce a trasmettere in colui che vi partecipa.
Arrivederci al prossimo anno con la tappa della Worldloppet , la Tartu Maraton che si svolge il Estonia.