La dieta punti è stata ideata dal dietologo italiano il dottor Guido Razzoli negli anni ‘70 e si basa sul dare il punteggio al cibo e durante il giorno c’è un numero massimo di punti a disposizione per determinare i pasti. La somma complessiva dei punti corrispondenti a quanto mangiato deve essere compreso tra 40 e 60. Un menù tipo di [1] dieta a punti giornaliero dovrebbe essere di circa 350 punti = 1250 calorie.
La [2] dieta a punti è una classica low carb in quanto si riducono moltissimo i carboidrati con la conseguente riduzione della produzione di insulina del corpo e l’organismo invece di bruciare i carboidrati per produrre energia, brucerà i grassi facendo [3] perdere peso e di conseguenza [4] dimagrire.
Questa [5] dieta solitamente viene consigliata per non più di una settimana e non bisogna mai escludere completamente alcuni alimenti per evitare un’alimentazione squilibrata, perchè si rischia di seguire un’alimentazione iperproteica che va a sovraccaricare il “lavoro” di fegato e reni e poca frutta e verdura portano ad una carenza di vitamine e sali minerali.
Esempio di una dieta a punti giornaliera da 350 punti:
Colazione:
1 bicchiere di latte p.s. (20 punti)
1 caffè senza zucchero (0 punti)
3 fette biscottate con marmellata (92 punti)
Spuntino:
1 mela (13 punti)
Pranzo:
50g di fusilli con zucchine ed 1 cucchiaio di grana (70 punti)
ricotta di vacca (38 punti)
carote (9 punti)
Spuntino:
1 yogurt con frutta (24 punti)
Cena:
1 pizza con pomodoro e mozzarella (75 punti)
1 birra bionda (9 punti)