Il fabbisogno energetico dell’organismo è la quantità di energia necessaria per reintegrare il continuo dispendio che le funzioni vitali comportano: quest’energia proviene dall’utilizzazione degli alimenti presenti nella nostra dieta quotidiana. Si esprime in numero di calorie (chiamate Kcal o Cal) ed ecco perché si parla indifferentemente di fabbisogno energetico o calorico.
La caloria è l’unità di misura usata per calcolare la quantità di energia prodotta nell’organismo dai vari alimenti. Per convenzione, una piccola caloria (cal) è la quantità di calore necessaria ad aumentare di 1 °C - da 14,5 a 15,5 °C - la temperatura di 1 g di acqua distillata a pressione atmosferica. 1000 piccole calorie formano 1 grande caloria (Cal):quando si parla genericamente di calorie, ci si riferisce sempre alle grandi calorie.
È molto importante conoscere il valore energetico o calorico degli alimenti. I principi nutritivi energetici dell’organismo sono i glicidi, i lipidi e i protidi e tra questi sono i lipidi i nutrienti che sviluppano la quantità maggiore di energia. Nella valutazione del fabbisogno energetico, occorre in primo luogo calcolare il fabbisogno energetico basale o metabolismo basale: cioè la quantità di energia necessaria al mantenimento delle funzioni indispensabili per la vita (respirazione cellulare, attività cardiocircolatoria, renale, ghiandolare, muscolare ecc.).
Il metabolismo basale viene calcolato con appositi apparecchi, che valutano la quantità di ossigeno consumata ogni ora da un soggetto a digiuno assoluto da 12 ore, in stato di riposo psico-fisico, alla temperatura ambientale di 20 °C: dal consumo di ossigeno si risale al numero di calorie liberate per ora.
Un altro fattore che determina le variazioni del fabbisogno calorico dell’organismo è l’attività fisica. Difatti un’attività lavorativa quotidiana sedentaria comporta un dispendio energetico pari al 30% in più del valore del metabolismo basale, mentre l’attività non sedentaria con sforzo fisico moderato il 50% in più ed infine quella non sedentaria con sforzo fisico intenso 100% in più rispetto al valore del metabolismo basale.
Il fabbisogno calorico giornaliero viene comunque influenzato da altre variabili fisiologiche, che comportano un maggior dispendio energetico, come l’accrescimento, la gravidanza e l’allattamento.
L’ADS, ossia l’azione dinamico specifica esercitata dagli alimenti, consiste in un incremento del valore del metabolismo basale per alcune ore dopo un pasto. Con una dieta mista, in cui sono presenti i tre principi nutritivi, l’ADS degli alimenti determina un aumento medio del metabolismo basale pari al 6-10%. In definitiva, per calcolare il fabbisogno calorico giornaliero di un soggetto adulto, al valore di base (corretto per le ore di sonno giornaliero) bisognerà aggiungere il consumo energetico legato all’ADS degli alimenti e al tipo di attività fisica svolta.