Dieta chetogenica

La dieta chetogenica è una dieta molto amata nel body building ed è un regime alimentare impostato su un approccio iperproteico, iperlipidico ed ipoglucidico.

Secondo le ultime evidenze scientifiche la causa della patologia ad elevata morbilità, cioè obesità e sovrappeso, sarebbe causata oltre che da un sedentarismo diffuso da un elevato consumo di carboidrati.

I carboidrati sono responsabili di elevati livelli di insulina circolanti; questi determinano una serie di complicanze:

•    Rigidità delle pareti arteriose;

•    Desensibilizzazione delle cellule muscolari all’insulina stessa con la conseguenza di problematiche legate all’utilizzazione del glucosio da parte dei muscoli;

•    Aumento della conversione degli zuccheri in acidi grassi;

•    Incremento di volume del tessuto adiposo;

•    Aumento del livello di colesterolo LDL (colesterolo cattivo);

•    Decremento del livello di colesterolo HDL (colesterolo buono);

•    Aumento del rapporto Colesterolo Totale/HDL (l’aumentare del coefficiente risultante da questo rapporto per valori superiori a “3” rappresenta un marker di elevato rischio cardiovascolare)

•    Incremento del livello di Trigliceridi ematici (livello di grassi nel sangue)

Pertanto tale tipo di approccio alimentare limita il consumo di carboidrati ad un 10% o meno rispetto all’apporto totale calorico giornaliero per precedere poi, invece nel weekend con un apporto sensibile di carboidrati.

Questo sistema oltre a basare la sua effettività nel non favorire il quadro clinico-metabolico non desiderabile ed illustrato nei suoi punti salienti poc’anzi, favorisce un cambiamento del tipo di metabolismo energetico del soggetto.

In pratica, la privazione relativa di carboidrati porta adattamenti enzimatico-cellulari che ottimizzano l’utilizzazione dei grassi a scopo energetico.

Invece, il nostro sistema corporeo abituato secondo gli attuali orientamenti nutrizionali del 15% proteine, 55-60% carboidrati, 25-30% grassi e quindi verso una tipologia al quanto iperglucidica sviluppa adattamenti enzimatici che favoriscono l’utilizzazione di carboidrati e non grassi.

Il maggior problema con questo tipo d’approccio alimentare è che la maggior parte degli entusiasti e fautori del voler perdere il grasso “tutto e subito”, passano drasticamente da un regime alimentare iperglucidico (tipico della dieta mediterranea) a quello chetogenico.

Ciò ha un influsso notevole nella drasticità con la quale il corpo viene privato dei carboidrati ai quali era abituato prima, con la conseguenza che i meccanismi con i quali il corpo si adatta per ricavare le energie sottoforma di grassi e non dai carboidrati non avvengono alla stessa velocità con la quale si decide di passare da un regime iperglucidico a quello chetogenico e pertanto il cervello risentirà in modo al quanto rapido dell’assenza dei livelli di glucosio ai quali era abituato facendo scattare, ovviamente, la spiccata sensazione di fame che porta il soggetto, inesorabilmente, ad abbondare il regime stesso decretandone un fallimento.

E’ bene procedere a passi, e cioè decrementare l’apporto di carboidrati in modo molto graduale ma progressivo in modo che il cervello possa adattarsi sempre più al decrementato livello di zuccheri circolanti e non far scattare sensazioni di fame insopportabili per quando si passerà in ultima analisi al connotato chetogenico tipo dell’approccio dietetico oggetto di tale articolo.

Contributo scientifico realizzato
dal dottor Francesco Casillo
esperto personal trainer di Cagliari

Dieta chetogenica....

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