Il Giro d’Italia e il ciclismo (parte seconda)
Il Giro d’Italia riprende nel 1922 dopo la pausa forzata dovuta dalla Prima Guerra Mondiale, con una corsa a giorni alterni.
Giro d’Italia a giorni alterni? avete capito bene: ciclismo praticamente un giorno sì ed un giorno no. Il giorno NO serviva ovviamente per il riposo dei ciclisti.
Il 12° Giro d’Italia (1924) non vede l’inizio del giro in quanto le Case di ciclismo fanno sciopero. Si dà al via allora alla corsa dei ciclisti di ventura, come Ottavio Bottecchia (Bottecchia non vi ricorda nulla? La famosa marca di biciclette) e la pioniera del ciclismo femminile: Alfonsina Strada.
Alfonsina Strada segna il primo passo verso l’emancipazione femminile nello sport che all’epoca segnava un vero e proprio scandalo, ma noi cicliste del 2000 dobbiamo ringraziare lei per l’intraprendenza…
Dopo qualche anno, precisamente nel 1931, viene introdotta la maglia rosa che diventerà il simbolo del ciclismo, o meglio del ciclista primo in classifica nelle tappe assegnate del Giro d’Italia.
Il primo vincitore della maglia rosa è stato Learco Guerra nella tappa inaugurale del 19° Giro d’Italia, la Milano-Mantova.
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