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Il ciclismo secondo un ciclista

Ecco il diario che Giovanni Bettini, padovano di 22 anni, ciclista agonista (dilettante) e studente di Sociologia all’Università di Padova, ha scritto per il nostro Blog.

Giovanni (Betti per gli amici) è un grande appassionato di ciclismo, reduce da un’avventura finita male con la sua attuale squadra di appartenenza. In attesa di essere “svincolato” per poter cambiare team (cosa che purtroppo avverrà a fine stagione ormai)…si divertirà ad osservare il ciclismo da un punto di vista diverso da quello che ha sempre tenuto, una visione più amatoriale, ma assolutamente divertente di questo bellissimo sport.

Il mio piccolo diario dal 90° Giro d’Italia: storie, avventure, emozioni

26 - 27 maggio
15° tappa Trento- Tre Cime di Lavaredo
L’appuntamento è per le dieci, macchina stracarica: tenda, fornello a gas, sedie pieghevoli, tavolino  e qualche indumento pesante. Si parte alla volta di Misurina, un week-end alternativo…Si va a vedere il Giro d’Italia sulle Tre Cime di Lavaredo arrivo della 15° tappa.

Ovviamente non sono solo, sono in compagnia di altri quattro amici, non sono appassionati di ciclismo, ma la scusa del Giro è buona per una gita fuori porta, per lasciare alle spalle una settimana di studio e lavoro.
Arriviamo a destinazione nel primo pomeriggio, dopo una sosta in un distributore di benzina per pranzare all’ombra di una pompa per il Gpl…

Da appassionato, non è di certo la prima volta che vado a vedere il Giro, ma è la prima tappa di alta montagna e intuisco subito che l’atmosfera non è quella di tutte le altre tappe. E’ come se si aspettasse una gran festa, una festa che è stata preparata e aspettata da giorni; c’è chi è arrivato a Misurina già venerdì mattina, aspettando la domenica. Vedere una tappa di alta montagna non è come vedere un arrivo alla Petacchi. I “girini” li vedi sfilare uno ad uno: lingua in fuori, smorfia di dolore in viso, incroci il loro sguardo perso nella fatica della scalata. E’ questa la magia delle frazioni alpine al Giro come al Tour de France. Il corridore è un “piccolo Mosè” che apre il mare di folla assiepata lungo i bordi delle strade che urla e incita dal primo all’ultimo corridore.
Trovare posto per parcheggiare la macchina è una piccola impresa, si piantano le tende in mezzo al bosco in barba ai divieti, i forestali chiudono un occhio per una volta, anche perché dovrebbero lavorare giorno e notte per multare tutti….
Inizia a piovere, ci si ripara sotto un pino, si comincia a cucinare, ma ragazzi che freddo!!! Scatta la solidarietà con i “vicini di casa”: loro mettono la grappa, noi il caffè, un’ottima bevanda riscaldante!!! La notte è insonne per la pioggia che continua a cadere, gli spifferi della canadese, per i rumori della festa no-stop che è stata organizzata aspettando l’indomani. E come non ricordare i canti a squarciagola degli alpini e la sirena antiaerea; per un attimo mi è sembrato di essere in un campo di battaglia…

E finalmente arriva il giorno tanto atteso. Già di prima mattina la spianata di Misurina è invasa da un’altra ondata di camper e pullman anche se continua a piovere…Ci si rifugia in un bar alla ricerca di un termosifone caldo e poi via a preparare la grigliata: poenta e osseti. Con la pancia piena ci incamminiamo verso l’arrivo ovviamente sotto un diluvio universale…Il sole fa capolino a sprazzi, ma alla fine è la pioggia che ha il sopravvento. Prendiamo posto a meno 5km dall’arrivo, il cartello della segnaletica stradale avvisa che la pendenza è del 16%. I corridori affronteranno le Tre Cime dopo aver percorso passo S.Pellegrino, passo Tre Croci, passo Giau e colle S.Lucia. Roba da far venire la pelle d’oca a chi non è abituato a stare per ore in sella.

L’emozione cresce, la strada sembra uno stadio all’aperto, variopinto. C’è gente da tutta Italia e da mezza Europa: Germania, Francia, Norvegia, ma sono gli spagnoli i più numerosi. In particolare si distinguono i tifosi di Iban Mayo, scalatore della Saunier Duval.
La festa sta per iniziare, passano le macchine dell’apricorsa, arriva l’elicottero della Rai.

Le sirene della polizia avvertono che i primi stanno arrivando e da dietro la sagoma di una moto spunta Riccardo Riccò. La gente è in delirio, sembra che la squadra del cuore abbia appena segnato un goal! Riccò passa in un baleno la sua andatura è impressionante dopo tutta quella salita. Subito dopo un altro gruppetto e poi, la maglia rosa, con tutti i Big. Di Luca guida il drappello, è sui pedali concentratissimo, sguardo sbarrato e tagliente, sarà per questo che lo chiamano il “killer”… Nello spazio di cinque minuti la festa è già finita e la gente si incammina verso il fondovalle. E’ questa la magia del Giro: giorni e giorni di attesa per vedere uno spettacolo che dura pochi attimi. Ma quello che offre il ciclismo è cosa rara da trovare sport: lo spettatore è a stretto contatto con il corridore, lo può vedere da vicino, lo può toccare (anche se sarebbe vietato), ammirare, guardarlo negli occhi.

Noi aspettiamo, vogliamo vedere sfilare tutti i corridori, passa Bettini con la maglia iridata; penso sia arrivato all’arrivo grazie alle “spinte” date dagli incitamenti dei tifosi. Altri invece sono arrivati al traguardo grazie a qualche buona anima, che in barba alle regole, aiutava i corridori per qualche centinaio di metri. C’è chi vuole una spinta perché esausto, c’è chi vuole salire con le forze rimaste nel serbatoio come Axel Merkx figlio del “cannibale” Eddy.
Passa Petacchi “fasciato” di ciclamino e con lui tutti i velocisti. Andatura blanda e serena, basta arrivare all’arrivo, qualcuno ha ancora la forza di scherzare e di fare una battuta.
Poi il fine corsa; la festa è finita ma lo spettacolo continua…Il Giro finisce a Milano!

31 maggio
18° tappa Udine – Riese Pio X
Classica tappa alla Petacchi. Mi trovo con due amiche appassionate incallite delle due ruote a pedali, prendiamo un pass e ci posizioniamo sulle tribune all’arrivo. Aspettando i corridori mi tornano in mente alcuni striscioni per i ciclisti di casa visti lungo la strada e le vetrine dei negozi, colorate di rosa e di “ciclismo” per l’occasione. Lo speaker informa sull’andamento della corsa e presenta gli ospiti che sfilano lungo gli ultimi metri prima della linea bianca salutando la gente e firmando autografi: c’è Cipollini, Ballan (vincitore dell’ultimo giro delle Fiandre), Pozzato e gli “indimenticabili”; Moser, Motta, Fondriest.

Arriva la carovana pubblicitaria, un vero e proprio carosello, un trambusto assordante! Musica a palla, i saluti delle miss che portano magnificamente i colori dello sponsor di turno e una serie imprecisata di furgoni e di macchine “travestite” in modo tale da far capire alla gente cosa produce una certa ditta. Sulle tribune vengono lanciati i gadget e i ragazzini delle scuole accompagnati dalle maestre fanno a gara per accaparrarsi i gonfiabili e i cappellini.
Eh si perché dove arriva il Giro di solito i negozi sono chiusi, come le scuole, tutti in strada a veder sfilare i corridori. Mi ha colpito il cartello appeso all’entrata di un piccolo supermercato: “Chiuso! Sono a godermi il Giro!”. Più che uno evento sportivo il Giro d’Italia è un evento popolare sentito da tutti, grandi e piccini.

I corridori passano più volte sotto l’arrivo, devono percorrere un circuito per tre volte.
La calca alle transenne è impressionante e come al solito ecco la sirena della polizia ad annunciare il primo passaggio: per primi i fuggitivi e poi il gruppo. Al secondo passaggio l’andatura della corsa è aumentata, il gruppo recupera il “gap” e i tre rimasti a guidare la testa della corsa sembrano quasi dei pesciolini che stanno per essere inghiottiti dallo squalo. Suona la campana! Ultimo Giro!

Si segue la corsa sui maxi schermi. Inizia il count down dei km all’arrivo e la tensione per vedere chi vincerà lo sprint inevitabilmente sale. All’ultimo km c’è una caduta all’uscita di una curva, ne approfitta Tosatto, uno dei corridori di casa, che allunga. La folla impazzisce, tiene gli occhi fissi sui maxi schermi e si alza in piedi di colpo dalle tribune, scrutando l’orizzonte. Tosatto non ce la fa, Petacchi nella “bolgia” degli ultimi km “perde il treno” cioè i suoi compagni di squadra e lancia la volata ai 700 metri dal traguardo. Nessuno riesce a passarlo: terzo sigillo al Giro dopo Cagliari e Pinerolo.

I corridori tornano indietro verso i pullman per cambiarsi, Bettini è sempre il più osannato e lancia le borracce alla folla e mi sembra quasi di vedere un branco di coccodrilli affamati a cui viene tirato un pezzo di carne. Che zuffa!!!
Paolo Tiralongo della Lampre taglia il traguardo a piedi e trascina la sua bici letteralmente rotta in due pezzi a causa della caduta. Il ciclismo è uno sport bello quanto rischioso, ma i corridori li ho sempre visti come dei piccoli gladiatori sempre pronti a combattere, rialzarsi e ripartire…

1 giugno
19° tappa Treviso – Terme di Comano
Questa volta sono al villaggio di partenza. Sono in compagnia di un’amica giornalista; Ilenia, che deve intervistare i corridori per una tv locale. Il ritrovo è in piazza duomo a Treviso, inutile dire che le scalitate del santuario sono stracolme e anche qui c’è una calca pazzesca alle transenne nonostante il brutto tempo. Ma Treviso è Treviso: la provincia più ciclistica d’Italia, qui il primo sport non è il calcio ma il ciclismo.
Sul palco arriva il sindaco Gentilini, un vero e proprio personaggio, nonostante l’età sarebbe uno show man di tutto rispetto vista la sua capacità di aizzare la folla con le sue battute originali a metà strada tra la politica e la satira.

Arrivano i primi corridori che si avviano a firmare il foglio di partenza. Passa Gasparotto la prima maglia rosa, poi Furlan velocista veneto della Crèdit Agricole. Viene letteralmente assalito da una “banda” di ragazzini delle scuole elementari tutti rigorosamente in rosa. Firma autografi a raffica, vorrebbe avviarsi verso il palco ma è “prigioniero”, osservo la gag. Furlan cerca una via d’uscita ma non la trova e con sguardo rassegnato e un sorriso divertito intuisce che per avere via libera dovrà prima accontentare le richieste di tutti i bambini.

Dopo tanti km in bicicletta e tanta fatica i corridori sono sempre molto disponibili con la gente, perché sanno che tutte quelle persone sono lì da ore e danno come dire…La carica giusta per affrontare le fatiche di ogni tappa. Durante una corsa così lunga come il Giro i corridori hanno bisogno di energie fisiche e mentali, energie mentali che si trovano per lo più nei tifosi. La partenza è una vera e propria sfilata di ciclisti e pochi sono i fortunati che se li possono godere da vicino come il sottoscritto…Ascolto le interviste di Bettini, Di Luca e Shlek e intanto mi scateno con le foto, poi passa Cunego visibilmente teso; sarà per la pioggia che renderà la tappa più faticosa. Pioggia che è come una fresca rugiada per Iban Mayo, che dopo un periodo difficile, ritrova il sorriso della vittoria.

2 giugno
20° Tappa cronometro individuale Bardolino – Verona
Il vecchio detto evangelico “Gli ultimi saranno i primi” lo si ritrova nelle gare a cronometro. Di Luca, maglia rosa, infatti è l’ultimo corridore a prendere il via quando tutti i suoi colleghi sono già in albergo o lungo il percorso.
Mi accomodo in tribuna con il solito pass. Poco più in là c’è Giovanni Rana, il re dei tortellini che tiene sulle ginocchia un bambino, un buffetto, un saluto alla gente e via a godersi la tappa.
Il tempo è inclemente e la pioggia la fa ancora da padrona, alcuni corridori pennellano eleganti le curve nonostante la strada bagnata, e mi danno una sensazione di eleganza e leggerezza: sembrano quasi dei pattinatori sul ghiaccio che scivolano via sulle lame dei loro pattini cercando di non commettere errori che potrebbero compromettere l’equilibrio della loro danza.

Altri sono più impacciati e non vogliono rischiare, non hanno nulla da perdere e vanno via tranquilli, alcuni si fanno riprendere dall’avversario che è partito due o tre minuti dopo. Sono quei corridori che non hanno più nulla da chiedere al Giro d’Italia e che non vedono l’ora di arrivare a Milano perché le gambe sono ormai troppo pesanti e la stanchezza è tanta.
Arriva lo statunitense Zabriskie, campione nazionale a cronometro, un vero specialista delle corse contro il tempo. E infatti segna la miglior prestazione. E’ un corridore che mi è sempre piaciuto una vera e propria locomotiva umana, un gran bel fisico: magro, muscoli ben scolpiti e tanta potenza.

Esco dalle tribune, piazza Bra è piena di gente e l’Arena sembra salutare ogni corridore che taglia il traguardo sbuffando per la fatica. Vado verso il parcheggio dei mezzi delle squadre studio per bene le bici di ultima generazione, appese sopra le ammiraglie, le macchine al seguito dei corridori. Smette di piovere e via via partono tutti i corridori. Per gli uomini di classifica sarà una tappa decisiva. Si decide chi vincerà il Giro e chi salirà sul podio a Milano. Di luca ha già la vittoria in tasca, deve solo limitare i danni e ha un cospicuo vantaggio sul giovane lussemburghese Andy Shlek, che non ancora ventiduenne, ha dimostrato di avere degli ottimi numeri. Io spero solo che siano veramente frutto della sua classe…

Paolo Savoldelli intanto migliora il tempo di Zabrinskie sulla distanza dei 43 km, tanto da poter vincere la tappa, lui che era partito dall’isola della Maddalena per vincere il Giro, ma ha il vantaggio di aver corso la prova con la strada asciutta.
Spunta un raggio di sole, i protagonisti del Giro cominciano a sfilare sotto l’arrivo e oltre la zona transennata si forma il solito mare di folla che vuole vedere sfilare i corridori che si avviano verso le macchine e i pullman delle squadre.
La giornata magicamente si “apre”,  solo Di Luca deve concludere la prova, sembra quasi che il sole voglia anche lui rendere omaggio al vincitore del Giro e ad un magnifico pubblico che ha contribuito a rendere speciale ancora una volta questa festa popolare oramai centenaria.

Abbiamo Scritto : Il ciclismo secondo un ciclista

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    3 Risposte per “Il ciclismo secondo un ciclista”

    1. Ciclismo e giornalisti , Il portale del ciclismo:

      […] Come in tutti gli sport, anche per nel ciclismo ci servono i giornalisti che ci tengono sempre informati (persone che corrono dietro al ciclista con un microfono in mano appena questo arriva tutto spompato al traguardo) beh questo post è tutto dedicato a loro… […]

    2. Integratori e ciclismo (seconda parte) , Il portale del ciclismo:

      […] la rassegna degli integatori alimentari usati nel ciclismo, e con il caldo cosa ci stà bene?  Gli integratori di sali alimentari sali minerali…Avevamo parlato di quanto utili fossero gli amminoacidi ramificati per un corretto recupero nel ciclista dopo allenamenti duri o gare tirate. Oggi voglio approfondire un argomento tanto caro a tutti i riders, siano essi bikers, crossisti, pistards o stradisti. Specialmente ora che andiamo incontro alla stagione estiva, che si suda anche quando si fa un’oretta tranquilla, è molto importante reintegrare i sali persi, con bibite e soluzioni ad hoc. […]

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