Frequenza e intensità
Ogni allenamento si basa sul principio del sovraccarico:
Per migliorare in un’attività fisica occorre svolgerla a un’intensità superiore al normale.
L’intensità si riferisce cioè a parametri soggettivi (quello che è normale per noi!) e non assoluti: fare riferimento ad allenamenti di soggetti più allenati può essere pertanto controproducente. Ognuno deve gradatamente abituare il proprio fisico a carichi maggiori, senza strafare, nel rispetto delle sue possibilità. È però importante comprendere che in un soggetto allenato esiste una miscela di miglioramento e di mantenimento.
L’allenamento si deve perciò basare sulla giusta miscela di qualità e di quantità. La prima è legata all’intensità dell’allenamento, mentre la seconda alla frequenza. Un concetto comune alle due è poi la durata del singolo allenamento. Aumentare la durata di un allenamento significa aumentarne l’intensità, ma non la frequenza: meglio sei allenamenti settimanali da un’ora che tre da due ore.
Molti studi in materia hanno mostrato che se per migliorare le proprie prestazioni occorrono frequenza, durata e intensità, per mantenere il proprio livello il parametro più importante è quest’ultimo.
La frequenza dell’allenamento
Non esistono risposte certe su quanti giorni alla settimana ci si debba allenare per non entrare in una spirale dell’allenamento. Quanto più il soggetto è allenato, tanto più frequentemente deve allenarsi per mantenere la condizione. Un campione che decide di allenarsi solo tre volte alla settimana si attesterà su livelli ben più mediocri di quelli raggiunti con un allenamento professionistico. Se cioè il singolo stop (dovuto a infortunio o scelta personale) non fa perdere la condizione purché sia soltanto di qualche giorno, sembra che frequenze di allenamento basse pongano un limite alle prestazioni dell’atleta.