considerazioni su dieta a zona
La dieta riconosce l’importanza di un adeguato apporto proteico e prevede l’ingestione di quantitativi giornalieri di proteine variabili 1,1-2,2g per kg di peso corporeo a seconda del tipo di attività fisica svolta.
Anche la quota di grassi è decisamente superiore a quella che ci suggerirebbe un qualunque dietologo appartenente alla scuola “tradizionale”. I grassi alimentari sono il mezzo che ci permette di introdurre nell’organismo gli acidi grassi essenziali (EFA) che costituiscono i “mattoncini” chimici utilizzati per produrre gli eicosanoidi, e provocano inoltre la secrezione di colecistochinina (CCK), l’ormone che segnala al cervello la sensazione di sazietà.
È importante che tutti i pasti della giornata rispettino le proporzioni suggerite tra i nutrienti, in quanto l’indice glicemico di un pasto contenente carboidrati, proteine e grassi è più basso rispetto a quello di un pasto a base si soli carboidrati ed il controllo della secrezione insulinica è la chiave fondamentale per la produzione dei giusti eicosanoidi.
Il programma alimentare della dieta a zona è attualmente molto diffuso nell’ambito sportivo per migliorare le performances sportive.
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